Dai campi di cemento all'aperto e dalle canottiere di lana alla Serie C, ai titoli provinciali e alle atlete arrivate in Serie A2. Come si è arrivati fin qui, e per mano di chi.
Sono passati più di cinquant'anni da quando un gruppo di ex studenti guidati dal carismatico Gianni Grassi «Grant» portò a Storo, dentro la polisportiva Settaurense, uno sport allora quasi sconosciuto: la pallavolo. Si giocava su campi di cemento all'aperto, si indossavano canottiere di lana e spesso attacchi e battute erano a bilanciere. L'entusiasmo però era grande e i risultati arrivarono subito, mettendo la Pallavolo Settaurense fra le realtà regionali più interessanti.
Nei primi anni Settanta cominciò la lunga peregrinazione alla ricerca di una palestra da considerare casa propria: un problema che, a parte il breve periodo nella piccola palestra delle medie di Storo, si sarebbe risolto solo all'inizio degli anni Duemila. Malgrado le difficoltà la società si consolidava, e alla generazione dei fondatori ne seguiva un'altra.
Con la presidenza del vulcanico Adriano Candioli arrivarono due passi avanti decisivi: la creazione di un settore giovanile maschile e l'idea, allora rivoluzionaria, di dare vita a un settore femminile, guidato da Gianfranco Poletti. Pochi anni dopo, lasciata la presidenza ad Angelo Grassi, Candioli insieme a Paolo Marotto portò la terza innovazione: il minivolley. Diede subito grandi risultati e fece scoprire le atlete che di lì a poco avrebbero portato la pallavolo femminile fino alla Serie C.
Fra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, con le presidenze di Salvatore Moneghini e Giampietro Beltramolli, la pallavolo della Valle del Chiese passò in pochissimi anni dalla Seconda Divisione maschile e dalla Terza Divisione femminile ad avere, nella stagione 1993/94, la Serie C sia maschile sia femminile. Fu un periodo di crescita forte, dovuta anche alla scelta di aprirsi all'esterno con allenatori e giocatori dalla Lombardia — Umberto Panzeri, i fratelli Zanaglio — che portarono un modo nuovo di intendere il lavoro in palestra.
Negli anni Novanta la società, diventata Teamvolley C8, si affermò come una delle Serie C maschili più competitive della regione, grazie anche a giocatori e allenatori che portarono a Storo la loro esperienza, come Giorgio «Nono» Signoretti e Stefano Tamburini, e ad altri che dopo aver imparato il volley a Storo presero la strada della B1, come Davor Sulina, o della B2, come Paolo Pajer. Dopo quel periodo il settore maschile cominciò un lento declino, fino alla chiusura temporanea a metà degli anni Duemila; riprese per tre stagioni dal 2015, con giovani locali e della vicina Valle Sabbia.
Intanto il settore femminile si consolidava: dalle collaborazioni con altre società come il C9 Arco e il Castel Stenico, al lavoro sempre più diffuso su tutto il territorio del Chiese, fino a una squadra stabile fra i primi posti di Serie D e Serie C — un secondo posto in Serie C è il miglior risultato — e soprattutto a un settore giovanile di primo livello in provincia, con due titoli provinciali nel palmarès e atlete capaci di salire di categoria: Anna Mezzi, che ha vinto il campionato di Serie A2 con Volley Chieri, e Alice Nicolini, in Serie B1.
La crescita tecnica e societaria non ha però cambiato le caratteristiche di fondo della società, fondata soprattutto su una sana voglia di stare insieme, in un ambiente sano e inclusivo. Un ambiente che molti ex giocatori e giocatrici non hanno voluto abbandonare: a partire da Igino Ferretti, da tanti anni presidente, e da molte delle persone in organigramma, che continuano con ruoli diversi a garantire il presente e il futuro della pallavolo in Valle del Chiese.